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Scuola - È in dirittura d'arrivo la circolare del Miur per
l'applicazione del decreto che ha ridisegnato il sistema dell'obbligo
ROMA - I bambini che frequentano quest'anno la quinta elementare sono
gli ultimi che dovranno sostenere, a giugno, l'esame di Stato abolito
dalla riforma. Nella scuola primaria, le classi che stanno studiando una
lingua diversa dall'inglese proseguiranno fino all'esaurimento del
percorso scolastico. Nella secondaria di primo grado - ex media - si
potrà utilizzare lo stesso docente per l'insegnamento della seconda
lingua straniera, se disponibile e in possesso dei requisiti. Sono solo
alcuni dei punti contenuti nella circolare con le istruzioni e le
indicazioni per l'applicazione del decreto attuativo sull'infanzia e il
primo ciclo della primaria. Il documento è sulla scrivania del ministro
Letizia Moratti, che sta per firmarlo, per poi diffonderlo alle scuole.
Si tratta, infatti, delle «istruzioni per l'uso» tanto attese proprio
dagli istituti per avere chiarimenti concreti e, soprattutto ufficiali,
su alcuni punti controversi del decreto attuativo. Tutto il documento fa
riferimento alle «Indicazioni nazionali» (si veda l'articolo a fianco),
che individuano gli assetti didattici e organizzativi (in pratica, i
programmi) in via transitoria, fino all'emanazione delle norme
regolamentari. Scuola dell'infanzia. Per fronteggiare gli anticipi delle
iscrizioni il decreto legislativo prevede anche la presenza di nuove
professionalità e modalità organizzative. Condizioni che però, secondo
la circolare, nella fase di avvio non sono definitive. La nota del
ministero chiarisce che la questione sarà affrontata per via
contrattuale. Intanto, è in atto la rilevazione dei dati sulla
consistenza delle iscrizioni anticipate. L'orario normale medio di
funzionamento, prima del decreto, era definito in 1.400 ore annuali,
corrispondenti a 40 ore settimanali: resta tale. Scuola primaria. Prima
di tutto viene precisato che il diritto/dovere comincia a sei anni. Per
il prossimo anno scolastico l'anticipo delle iscrizioni è riservato ai
bambini che compiono i sei anni entro il 28 febbraio. L'orario
obbligatorio delle lezioni corrisponde a 27 ore settimanali per tutte le
classi. Le scuole organizzano insegnamenti e attività ulteriori
corrispondenti a 3 ore settimanali, la cui scelta è facoltativa e
opzionale per le famiglie e la frequenza gratuita. I genitori sono
coinvolti in maniera attiva alla definizione dei percorsi formativi. Per
l'anno scolastico 2004/2005 le scuole, in autonomia, e in relazione agli
organici di cui dispongono, provvederanno a modulare l'orario
facoltativo opzionale in insegnamenti da ricomprendere nel Pof (piano
dell'offerta formativa). E saranno le scuole stesse a dover acquisire,
in avvio di anno scolastico, le richieste delle famiglie che hanno
scelto l'orario aggiuntivo. Per il tempo scuola facoltativo il gruppo
degli alunni potrà essere composto anche da ragazzi appartenenti a
classi diverse. Il monte ore di lezione è determinato su base annua,
mentre è rimandata all'autonomia organizzativa e didattica delle scuole
la concreta articolazione. Il numero di posti complessivamente attivati
per le attività di tempo pieno resta invariato rispetto al 2003/2004. La
circolare invita il collegio dei docenti a scegliere l'insegnante tutor,
che dovrà coprire un orario di 18 ore, secondo criteri di flessibilità
da indicare al dirigente scolastico. Secondaria di primo grado. Per il
prossimo anno scolastico il decreto riguarderà soltanto gli studenti del
primo anno. Come già detto per la primaria, le scelte delle famiglie
dovranno essere compatibili con le capacità di offerta delle scuole.
L'orario obbligatorio di 27 ore settimanali è riferito soltanto alle
prime classi, per le seconde e le terze vale quello degli anni scorsi.
Stesso discorso per l'offerta di ore facoltative opzionali e per
l'insegnamento della seconda lingua comunitaria. I docenti di educazione
tecnica (materia cancellata dai programmi come disciplina autonoma)
saranno assegnati all'insegnamento di tecnologia nel quadro dell'area
disciplinare «matematica, scienze e tecnologia». Si tratta di insegnanti
che non perderanno la cattedra e saranno utilizzati anche per attività
laboratoriali. Il testo della circolare è stato discusso con i
sindacati, che però - già fortemente contrari al decreto legislativo -
sono pronti a dare battaglia. In prima linea la Cgil, critica la Uil,
mentre la Cisl è intenzionata a impugnare il documento davanti al Tar.
Venerdí 05 Marzo 2004
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