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Fonte: Il Sole 24 Ore |
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| Febbraio_Marzo_Aprile |
05/03/2004 |
Autore:GIOVANNI SCAMINACI |
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Così
Cambiano i programmi |
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ROMA -
Dal prossimo anno la storia antica si studia solo alle elementari e il
percorso si completa alla media, partendo dal Medio Evo fino ai giorni
nostri. È una novità contenute nelle «Indicazioni nazionali per i piani
di studio personalizzati», allegate al decreto legislativo sul primo
ciclo, che in sostanza rappresentano i nuovi programmi della scuola
riformata. I contenuti delle varie discipline risentono del fatto che la
scuola primaria e secondaria di primo grado costituiscono un unico
ciclo, quello primario, in cui non si ripetono due volte gli stessi
argomenti. Gli studenti torneranno lungo il percorso già studiato nella
scuola superiore. Lo studio della storia. Nella situazione attuale, in
cui la scuola elementare e media non costituiscono un ciclo unitario,
gli alunni ripetono due volte gli stessi argomenti. La nuova
impostazione, evitando ripetizioni inutili, libera tempo per far
padroneggiare meglio ai bambini della primaria i concetti necessari per
capire la storia: successione di eventi, contemporaneità,
periodizzazione, fonti. Solo in un secondo momento si comincia a
studiare lo sviluppo storico, partendo dalle esperienze umane
preistoriche, per concludere, in quinta, con la civiltà romana e la
nascita della religione cristiana. In prima media, dunque, non si ripete
lo studio degli argomenti già svolti ma si parte dall'Europa medioevale
per arrivare fino al crollo del comunismo e all'integrazione europea. Il
percorso sarà ripreso da capo nel secondo ciclo d'istruzione, cioè nella
secondaria superiore. Le altre discipline. La stessa impostazione si
ripete per la geografia. Nella primaria non si studieranno più i
continenti, ma ci si fermerà all'Italia e il percorso sarà completato in
terza media. Per il resto, c'è da registrare la corposità dei programmi:
nella scuola primaria sono presenti 10 materie e 6 educazioni. Fin dalla
seconda si studia grammatica, sintassi, poesie e tabelline. Nella
secondaria di primo grado sono presenti 13 materie e 6 educazioni. E a
cominciare dalla classe prima si studia l'analisi logica. C'è anche un
approccio all'educazione sessuale, compreso sotto la voce «Educazione
dell'affettività», che comincia nella primaria con lo studio delle
«principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra
maschi e femmine» e analizza l'evoluzione storica del rapporto
uomo-donna. Nella scuola secondaria di primo grado si continua con lo
studio delle «Espressioni artistiche dell'affettività e della
sessualità» e della «connessione tra affettività-sessualità-moralità».
In tale contesto, lo studio dell'apparato riproduttivo è solo uno degli
argomenti, peraltro non il più importante. Come recuperare le discipline
«sacrificate». Risultano penalizzate, soprattutto nella secondaria,
alcune discipline. Non si tratta soltanto della tecnologia, che si
riduce da tre a un'ora alla settimana. Ci sono altre materie i cui tempi
di insegnamento sono diminuiti (Italiano, lingue straniere) anche se le
percentuali di diminuzione sono molto più basse. Il problema è serio per
gli alunni che sceglieranno di frequentare solo le 27 ore obbligatorie,
ma nelle sei ore aggiuntive si può recuperare molto di ciò che è stato
sacrificato. Dipenderà dalla negoziazione tra scuola e famiglia la
scelta di riempire i tempi facoltativi di attività poco formative o di
elaborare, invece, un'offerta di spessore culturale. |
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